Provate a fare senza

La stanza accanto

La porta della cameretta è socchiusa.
La luce filtra appena nel corridoio, disegnando una linea sottile sul pavimento. Anna si ferma lì, la mano sulla maniglia, come se bastasse quel contatto a decidere cosa fare.

Matilde è dentro da ore.

Non è la prima volta. Ma una volta qualcuno le aveva spiegato quei silenzi. Aveva dato loro un nome, un senso. C’era uno spazio dove andare, una persona con cui parlare, qualcuno capace di trasformare l’incertezza in un passo possibile.

Ora no.

Il sostegno alla genitorialità è diventato un servizio non essenziale. Troppo lungo, troppo complesso, troppo difficile da misurare. È stato tolto senza fare rumore, come se riguardasse poche storie isolate.

sostegno alla genitorialità assente famiglia in difficoltà

Anna apre la porta piano.

Matilde è seduta sul letto, le spalle chiuse, lo sguardo fermo in un punto che non è nella stanza. La luce della finestra le arriva addosso senza toccarla davvero.

«Hai mangiato qualcosa?» chiede.

La domanda resta sospesa. Nessuna risposta.
Solo il tempo che passa, uguale a sé stesso.

In un altro tempo, Anna avrebbe saputo cosa fare dopo. Avrebbe preso il telefono, chiamato qualcuno, spiegato a metà e trovato dall’altra parte qualcuno capace di completare il discorso. Qualcuno che le dicesse: “Va bene, partiamo da qui.”

Ora ogni scelta è un tentativo alla cieca.

La sera, a tavola, il posto di Matilde resta vuoto. Anna apparecchia lo stesso. Non è abitudine. È resistenza. Togliere quel piatto significherebbe riconoscere che qualcosa si è rotto davvero, e che non c’è nessuno ad aiutarla a rimetterlo insieme.

Fuori, la città continua a funzionare.
Scuole, uffici, ospedali.

Ma mancano quei luoghi che arrivavano prima del punto di rottura.
Quelli che non curavano dopo, ma evitavano che le cose peggiorassero senza accorgersene. Quelli che ti insegnavano a restare, quando tutto sembrava spingerti via.

La notte, Anna resta sveglia più del necessario.

Non per controllare.
Non per paura di qualcosa che possa succedere all’improvviso.

Ma perché ha capito che il problema non è più trovare una soluzione.

È non avere più nessuno che la cerchi insieme a lei.

Crediti: ispirato al libro/rivista Provate a fare senza. Viaggio distopico in un mondo senza Terzo Settore, Vita.it, Marzo 2025.

Senza Rete #7